Permaloso. Ma anche, incoerentemente, disponibile, a tratti untuoso. E comunque fondamentalmente orgoglioso, incline a non confessare di non sapere. Insomma, volendo usare l’universo de «Il nome della Rosa», un po’ l’inquisitore Bernardo Guy, un po’ Guglielmo da Baskerville e un po’ il gobbo che parla mille lingue ma non ne sa, in fondo, nessuna. In questi giorni sono emerse quelle che potrebbero essere classificate come delle proteste sul «carattere» della nuova versione ChatGPT5, meno accomodante della versione precedente. Potremmo giocare con la capacità della fantasia di anticipare la tecnologia e ricordare che «Topolino» — sdoganato come gli altri fumetti alla parola cultura proprio da Umberto Eco — lo aveva previsto.