«Il Santo Padre stamattina ha ricevuto in Udienza»: una serie di nomi, poi ecco che compare «Em.mo Card. Raymond Leo Burke». Il Bollettino della Sala Stampa vaticana in una riga dà la notizia del fatto. Un’udienza privata, la prima del nuovo corso di papa Leone, con tutti i crismi dell’ufficialità, per il cardinale, punto di riferimento per il fronte “tradizionalista” americano, ma in realtà internazionale, che durante il pontificato di papa Francesco non ha avuto rapporti facili Oltretevere, per usare un eufemismo.

Sul tema dell’incontro e del colloquio vige, al momento, il massimo riserbo. I commenti nei siti d’informazione, soprattutto quelli Usa- e in particolare quelli vicini alle posizioni di Burke - ricordano semplicemente che il porporato, uscito dall’incontro con Leone XIV, si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni al riguardo e così ha fatto anche il portavoce vaticano. Ma si capisce che si è in attesa di saperne qualcosa di più. Il cardinale Burke, d’altra parte, non si è mai dimostrato reticente nel far conoscere le proprie idee e considerazioni, anche in netto contrasto con l’ufficialità o in controtendenza. Così come si evince dall’intervista rilasciata pochi giorni fa alla Stampa, in cui ha giudicato molto positivamente le iniziative diplomatiche del presidente Usa Donald Trump, andando ancora più in là.