Leone XIV torna nel palazzo in cui aveva il suo ufficio da cardinale, al Dicastero dei vescovi. Una visita non annunciata nell'agenda formale, iniziata attorno alle 9 e durata oltre due ore.

L'auto del Pontefice è arrivata senza clamore, entrando dal varco posteriore dell'edificio che si trova nell'immediata prossimità di piazza San Pietro. Nulla è trapelato sulle attività del Papa nel palazzo, in cui hanno sede anche altri dicasteri, a partire da quello per la vita consacrata. Di sicuro, però, la visita è stata focalizzata sull'organismo che Prevost ha guidato per due anni e per il quale ora dovrà designare un successore. Si tratta dell'unico dicastero della curia vaticana attualmente scoperto, dopo che gli altri prefetti sono stati confermati "fino a nuova disposizione".

Ed è un contesto decisivo perché è chiamato a valutare i dossier sulle nomine episcopali di tutto il mondo. "Prevost era solito valutare in modo approfondito ogni candidatura e ogni criticità respingendo eventuali pressioni", ha raccontato a Repubblica il cardinale brasiliano Braz de Aviz, che del Dicastero dei vescovi è un membro.

Per Leone XIV si tratta della terza uscita dall'inizio del pontificato. È stato a Genazzano due giorni dopo la fumata bianca per pregare davanti alla Madre del Buon Consiglio per la quale ha una devozione particolare e sulla via del ritorno si è fermato nella basilica di Santa Maria Maggiore sulla tomba di Francesco. Martedì scorso invece è tornato nella curia generalizia agostiniana che si trova alle spalle del colonnato del Bernini e che era la sua comunità negli anni in cui ha guidato l'ordine religioso. In quell'occasione Prevost ha celebrato messa e pranzato con i confratelli, un'abitudine che rispettava anche da cardinale quando, appunto, guidava il dicastero dei vescovi.