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23 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:01
Implosione, anziché invasione. Fonti Usa confermano che, al di là delle navi da guerra a poche miglia di Caracas, la strategia di Washington punta a “rovesciare il presidente venezuelano Nicolas Maduro dall’interno”, fomentando “sospetti, rotture e tradimenti” dentro al ventennale movimento chavista. “Maduro dovrebbe dormire con gli occhi aperti”, ha scritto mercoledì sera su “X” il senatore repubblicano dell’Ohio, Bernie Moreno; facendo riferimento alla taglia posta dal Dipartimento Stato Usa nei confronti del leader venezuelano ha aggiunto: “Presto qualcuno in Venezuela sarà 50 milioni più ricco”. Anche il congressista repubblicano del Florida, Carlos Giménez, si dice a conoscenza di “fratture interne nel regime”, con figure chiave “in fuga o che hanno già cambiato casacca”.
In risposta alle ultime provocazioni Maduro ha convocato i Paesi dell’Alba, Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América, che in un vertice da remoto hanno condannato la pretesa statunitense di “imporre politiche illegali, interventiste e contrarie all’ordine costituzionale degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi”. Qualche giorno fa è arrivato anche il sostegno di Teheran, irriducibile alleato di Maduro, e venerdì sera quello di Mosca, mentre rimane, nel momento in cui si scrive, il silenzio di Pechino.






