Forse, ma è una lettura un po’ maligna, è una specie di compensazione. Non vincendo più i grandi Giri, ci consoliamo ospitando le partenze delle più importanti corse straniere. L’anno scorso l’Italia ospitò le Grand Depart del Tour de France, quest’anno la Salida Official della Vuelta di Spagna, l’ultimo grande giro della stagione che partirà questo sabato dalla Reggia di Venaria per arrivare a Madrid il prossimo 14 settembre.

E’ la prima volta in assoluto, in una storia di 80 anni, che la corsa spagnola prende il via dal nostro Paese, in particolare dal Piemonte, cerimoniere ormai collaudato dei grande eventi sportivi che ospiterà le prime 4 tappe della manifestazione prima di trasferirsi in terra ispanica.

La Vuelta, un tempo figlia del dio minore del ciclismo, non è più una corsa di ripiego. Certo, il Giro d’Italia e soprattutto il Tour hanno un’altra storia, un altro spessore, un altro impatto mediatico. Però anche la Vuelta ha ormai un suo appeal, a cominciare dai partecipanti che, nonostante l’assenza-presenza di Tadej Pogacar (di cui parleremo a parte), sono quasi tutti di prima fila.

Per cominciare, il grande favorito, è proprio l’eterno avversario di Pogacar, quel Jonas Vingegaard che al Tour quest’anno non è mai riuscito ad impensierire seriamente lo sloveno. Il danese, in cerca di riscatto, punta al suo primo successo alla Vuelta dopo essere giunto secondo nel 2023.