A completare il triplete delle grandi corse a tappe transitate da Torino, non poteva che essere la Vuelta a España. Per la prima volta nella sua storia iniziata nel 1935, la Vuelta partirà in Italia, con tre tappe in Piemonte, sempre più terra di grande ciclismo. Dopo esser stato più volte il punto di partenza del Giro d'Italia, l'ultima volta nel 2024, e aver ospitato il Tour de France, con la terza tappa proprio lo scorso anno, tocca ora alla 90esima edizione della corsa a tappe spagnola.

L’appuntamento è per il 23, 24, 25 e 26 agosto, con la "Salida Oficial", la prima tappa della Vuelta, che prenderà il via dalla Reggia di Venaria Reale e che avrà il Km 0 a Torino, al Motovelodromo, davanti al monumento intitolato a Fausto Coppi, con arrivo fissato a Novara. Il giorno dopo si partirà da Alba e si concluderà a Limone Piemonte, a 1.881 metri di altitudine, mentre il terzo giorno si partirà da San Maurizio Canavese per arrivare a Ceres. L’ultima tappa della quattro giorni piemontese prenderà il via da Susa, attraverserà Exilles, Cesana e Claviere e scollinerà il confine passando dal Monginevro.

Una quattro giorni che avrà un’indiscutibile ricaduta economica sul territorio, e che conferma la grande vocazione ciclistica del Piemonte, terra di campionissimi come Girardengo e Coppi: “Il Piemonte ha un tradizionale rapporto molto forte con il ciclismo – ha spiegato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. È una terra che si presta a ospitare le corse a tappe, con pianure, montagne e colline, città storiche”. Al punto che nei programmi futuri c’è anche la voglia di ospitare il Mondiale di ciclismo: l’edizione più probabile è quella del 2031, visto che fino al 2030 si ha già l’ufficialità delle sedi, anche se non è da escludere che, in caso di rinuncia da parte di qualche comitato organizzatore, non possa subentrare proprio il Piemonte. L’ultima volta che la settimana iridata si disputò in Italia fu nel 2020 a Imola.