Insulti, minacce, avvertimenti. Sono trascorse ventiquattro ore da quando la redazione de Il Tempo ha ricevuto una lettera anarchica firmata con la classica «A» cerchiata. La nostra colpa? Aver, semplicemente, svolto il proprio mestiere. Aver lavorato con serietà, con dedizione e con un unico orizzonte: raccontare, ai nostri lettori, gli avvenimenti italiani ed internazionali. Offrire loro chiavi di interpretazione, per comprendere le dinamiche meno immediate. Una lettera minatoria che ha rivolto parole immonde al nostro gruppo, all’editore, Giampaolo Angelucci, al vicepresidente Andrea Pasini, al direttore Tommaso Cerno e al direttore editoriale di Libero Daniele Capezzone. Perché abbiamo raccontato senza sconti le occupazioni abusive, i casi Ramy e Cospito, le derive dell’immigrazione incontrollata, le assurdità del politicamente corretto. Senza dimenticare la più recente inchiesta sull’Islam radicale, quello che vorrebbe instaurare la Sharia anche nel nostro Paese. Tra tanti dubbi, un’unica certezza: chi crede di silenziarci, ha davvero sbagliato indirizzo. Tagliagola, anarchici e sognatori del Sol dell’Avvenire. Da ieri mattina sono stati numerosi i messaggi di solidarietà.