Matteo Piantedosi dà solidarietà a Libero dopo la lettera di minacce di stampo anarchico inviata al Tempo con intimidazioni nei confronti del nostro giornale, del quotidiano romano e dell’editore Giampaolo Angelucci.
«Confido nelle attività di indagine finalizzate all’individuazione degli autori delle minacce che sono state mosse contro giornalisti ed editore di Libero e Il Tempo» ha detto ieri il ministro dell’Interno. «Sono in campo tutte le possibili risorse per assicurarli alla giustizia. Le minacce ai giornalisti rappresentano un fenomeno oltremodo inaccettabile, tanto più se concretizzano la messa in discussione dei valori fondanti della nostra civiltà».
Ieri Piantedosi ha partecipato al Meeting di Rimini, un’occasione per approfondire i temi della sicurezza. Per quanto riguarda l’immigrazione, il ministro ha spiegato che il permesso di soggiorno per merito rischia di creare «un sistema di canali d’ingresso alternativi» che porterebbe «mezza Africa a cercare di trasferirsi qui». Il che, ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Meeting di Rimini, non è possibile.
La logica in sé, come singolo caso, «è ragionevole». Arrivi qui, ti comporti bene, ti do il permesso di soggiorno. E l’ordinamento, del resto, già lo prevede. «Ma non possiamo creare un sistema alternativo a quelli previsti. Non possiamo dire: “Arrivate qui in qualche modo, anche a costo di rischiare la vita per opera di trafficanti senza scrupoli, se riuscite a superare la prova dell’attraversata pericolosa e dimostrate di avere merito vi regolarizziamo”. Tanto è vero che questo non è stato adottato da nessun governo precedente, anche di diversa ispirazione politica».











