Polpi ovunque, che strisciano tra le rocce, si insinuano nelle tane e banchettano con granchi e aragoste. I fondali marini della Cornovaglia e del Devon stanno vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale: mai così tanti polpi nelle acque britanniche. Una presenza che sorprende e che allo stesso tempo sta mettendo in fuga due storici abitanti di quei mari, i granchi e le aragoste, oggi costretti a lottare per la sopravvivenza.

"Pensavo fosse una pietra": il polpo si mimetizza tra i coralli e poi cambia colore

Che differenza c’è tra polipo e polpo? E tra piovra e polpessa?

Il boom di tentacoli

I numeri parlano chiaro. Nel porto di Brixham, nel Devon, a giugno 2024 le reti hanno pescato circa 10 tonnellate di polpi. Dodici mesi dopo, nello stesso mese, si è arrivati a quasi 400 tonnellate, con un record assoluto di oltre 500 tonnellate a luglio 2025. Una crescita vertiginosa che sta mettendo in allarme anche i pescatori e ha sorpreso anche i biologi marini. “Abbiamo avuto un inverno insolitamente caldo e quelle temperature si sono protratte fino all’estate, creando condizioni perfette per il polpo comune, che è una specie di acque più calde”, spiega Bryce Stewart, ricercatore della Marine Biological Association di Plymouth.