Avanti di questo passo fra qualche mese il tradizionale "fish & chips" potrebbe essere ribattezzato "octopus & chips". Quasi all'improvviso infatti, quest'anno nel Regno Unito, lungo le coste di Devon e della Cornovaglia, si è verificato un fatto del tutto inaspettato: quando i pescatori recuperavano le nasse dove solitamente all'interno ci sono granchi, aragoste, sogliole o platesse, anziché trovare il pescato comune nelle reti c'erano un sacco di polpi. Non specie particolari, ma l'octopus vulgaris, in sostanza il polpo che siamo ben abituati a conoscere anche nelle nostre acque del Mediterraneo ma che in Gran Bretagna finora era decisamente meno presente.
Trappole di plastica per i polpi: così i cacciatori inquinano il mare e minacciano la specie
Nassa dopo nassa i pescatori hanno descritto il fenomeno come una "invasione". Spesso all'interno delle reti da pesca trovavano solo gusci e carcasse di granchi svuotate dai polpi e, questi intelligentissimi animali, sono diventati così in alcune aree il principale pescato da poter poi commerciare. Quest'estate nella costa meridionale dell'Inghilterra c'è stato di fatto un vero e proprio boom: migliaia di catture e polpi venduti anche a 7 libbre al chilo, tanto da far guadagnare - racconta il New York Times - anche 13 mila euro in più a settimana a certi a pescatori. Se per una parte dei pescatori l'improvvisa presenza di polpi si è rilevata particolarmente fruttuosa, per il mercato delle aragoste, dei granchi e di altre specie, apparse invece in calo proprio per l'impatto del polpo, c'è stata una flessione che ha fortemente preoccupato gli operatori specializzati in queste prede.






