Max Roach, Tullio de Piscopo e John Bonham. Tre mostri sacri della batteria. Figuriamoci per un ragazzino che sogna un giorno di poter suonare come loro o di possedere soltanto un briciolo del loro talento. Ma può capitare che non sia il solo talento l’unico ostacolo ai propri sogni. Per Amir Askarinezhad, nato nel Sud dell’Iran, a Bandar Abbas, suonare la batteria, suonarla come avrebbe voluto, e che per farlo ogni mese si sobbarcava la bellezza di 1.500 chilometri pur di raggiungere una scuola privata di musica a Teheran, non è stata una questione di talento.
La batteria di Amir<br>Dall'Iran insegue il sogno <br>fino al Conservatorio
La fuga su un barcone dal regime, l’arrivo sulla costa di Santa Maria di Leuca in Puglia e l’ingresso al Conservatorio: «La musica unisce i popoli e le loro culture»






