I cubi scuri che si stagliano in cima agli edifici sorti al posto dell’ex teatro Comunale non piacciono alla soprintendente per i Beni archeologici, belle arti e paesaggio, Antonella Ranaldi. «Sono temi di cui si può discutere a lungo — premette nella sua dichiarazione — però penso che le estese superfici vetrate specchiate poco si addicano a essere abbinate a contesti ed edifici storici. Preferisco inserimenti più cauti nei materiali e scanditi tra pieni e vuoti più in linea con la tradizione». E in effetti, a proposito di temi di cui «si può discutere a lungo» in città il dibattito va avanti da giorni. Anche perché dopo anni in cui hanno circolato rendering dell’ex teatro Comunale con colori chiari, beige e crema, o dorati, la fine dei lavori ha svelato due torri piuttosto cupe con dentro 150 appartamenti per affitti a breve e medio termine, e 30 in vendita. Un blocco con pannelli di «metallo effetto ottone brunito» e un altro con vetrate nere. C’è poi un terzo edificio, dove è stata mantenuta la facciata storica vincolata del teatro, con altre vetrate.

Ranaldi ha preso la guida della Soprintendenza cittadina, l’ente deputato ad approvare progetti di questo genere, nel 2022. Nel 2018 e nel 2020, due tappe come vedremo fondamentali, il soprintendente era il suo predecessore Andrea Pessina. È nelle pieghe di una vicenda antica (un iter iniziato nel 2008) e complessa che vive il “mistero” sul cambio di colore. Nel 2020, con un’operazione da 27 milioni di euro, l’ex teatro Comunale è stato venduto da Cassa Depositi e Prestiti a due investitori internazionali, tra cui Hines, società del Texas tra le più importanti al mondo nell’immobiliare, e Blue Noble. Venne acquisito un progetto “chiavi” in mano firmato da Archea (lo studio dell’architetto Marco Casamonti), spiegano da Hines, ma la convenzione ottenuta da Cassa Depositi e Prestiti non definiva con esattezza colori e materiali, solo un “recinto” di opzioni. Le autorizzazioni del 2018, dicono infatti da Hines, «includevano delle linee guida di attuazione e delle prescrizioni materiche — perciò, chiariscono — i render allegati (quelli che sono circolati per anni, ndr) erano meramente esemplificativi di alcune opzioni disponibili». Nel 2020 Hines ha rimesso mano al progetto e scelto i colori attuali: «Tutti i campioni di materiali di facciata — assicurano — sono stati di volta in volta sottoposti e approvati dalla Soprintendenza». Sempre pescando tra quelli “consentiti” e approvati nell’iter del precedente progetto, ceduto insieme all’immobile da Cdp.