“Comprendo la rabbia dei cittadini che si vedranno sorgere davanti alla finestra un edificio più alto delle loro case, invece sono piuttosto rammaricato quando si parla di Cubi Neri. In questo progetto di nero non c’è niente: le superfici vetrate saranno chiare e non scure a differenza di altre costruzioni; per il resto pietraforte e infissi in ottone”. Fabrizio Rossi Prodi, professore universitario e architetto di lungo corso, tra i più esperti in Italia di social housing, dal suo studio di piazza Ferrucci entra nei dettagli del progetto che vedrà sorgere nel giro di un anno e mezzo una cittadella turistica di lusso all’ex ospedale militare di San Gallo.

Quando inizia la vicenda

Una storia iniziata nel 2016: “Abbiamo partecipato a un concorso e abbiamo vinto”. Nel mezzo tante opere pubbliche: Rossi Prodi è l’architetto di piazza Beccaria e del nuovo ponte sull’Arno, e in passato di piazza dell’Isolotto: “Quante proteste anche lì — ricorda — , un giorno siamo quasi dovuti scappare, eppure ora piace”. Certo, San Gallo è un’altra storia. E chi dovrà vivere a ridosso dell’hotel protesta da mesi. “Li capisco — ammette l’architetto — però vanno considerati diversi aspetti, come il fatto che abbiamo bonificato tutta l’area e riaperto delle zone per la città. Era un’area degradata e chiusa alla cittadinanza: apriremo una nuova strada (nella porzione del complesso che dà su piazza della Libertà, ndr) tra via Cavour e via San Gallo e una piazza verde su via Cavour”, all’altezza della fermata della tramvia.