C’è un giorno in cui tutto cambia. Quel giorno per Terra — attivista impegnata a girare documentari nelle zone più a rischio — è quando scopre di essere al termine della sua giovane vita. Ѐ in casa quando viene colta da dolori «che trafiggevano il petto e la schiena: sono uscita di casa piegata, davanti ai miei figli». La donna che prima cercava di sconfiggere i mali del mondo, ora è tra infermieri, morfina, con un tubo che esce dal costato. «Mi hanno prelevato un pezzo di polmone divaricandomi le costole». Ricevuta la diagnosi di cancro all’ultimo stadio, la protagonista intraprende il suo viaggio più difficile: «attraversare sé stessa, per salvarsi la vita». Nel romanzo di esordio di Gilda Moratti la fiction mi mescola alla realtà. Ma il racconto di questa giovane donna milanese di 48 anni, madre di Anastasia, Lupo e Leone, avuti da tre compagni diversi, ha forti tratti autobiografici.
Gilda Moratti: «Mi sono ammalata e ho scelto di cambiare tutto. Siamo esseri umani estremamente potenti»
Una vita intensa, una famiglia dell’alta borghesia milanese. Poi un tumore a polmoni e cervello. «Ho deciso di iniziare un percorso, anziché disperarmi: ho cominciato a studiare, a cercare medici e guaritori». La sua storia in un libro che ha per protagonista Terra, la sua alter ego.






