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Sono 37 anni che in Italia si gioca al fantacalcio, e a parte qualche novità le regole principali sono rimaste le stesse. È cambiato però tutto ciò che sta intorno al gioco, che da passatempo per pochi (e pazienti) appassionati è diventata una pratica comune a milioni di italiani, oltre che un’attività molto redditizia per chi la promuove.
Oggi circa il 90 per cento di chi gioca lo fa su Fantacalcio, la piattaforma che nel 2017 comprò il marchio del gioco e che ha 6,5 milioni di utenti registrati. Formalmente solo il gioco fatto sulla loro app o sul sito Fantacalcio.it si può far chiamare così, mentre gli altri sono generici “fantasy game”. In questo articolo si fa riferimento alla piattaforma usando la “F” maiuscola; e al gioco in sé, che tutti continuano a chiamare così, con la “f” minuscola.
In breve, ecco come funziona: all’inizio della stagione calcistica un gruppo di persone si riunisce per fare un’asta, e ognuno ha una determinata quantità di crediti fittizi per acquistare i calciatori del campionato di Serie A (di solito ci sono tra 8 e 12 partecipanti, e ciascuno può prendere circa 25 calciatori). Ci sono vari modi per fare questa asta, che è il momento iniziale ma anche quello che determina il gioco, perché è lì che ogni persona crea la sua squadra fatta di giocatori di diverse squadre di Serie A.








