Il Fantacalcio ha cementato amicizie e allo stesso tempo ne ha mandate in frantumi altrettante. Eppure il fantasy game sul calcio più diffuso in Italia è stato il primo in assoluto, con le modalità che conosciamo, ad essere creato. Spagna, Inghilterra e Germania sono arrivate dopo. Un primato merito di Riccardo Albini, giornalista ed editore milanese in ambito videoludico in un’epoca all’inizio degli anni 80, in cui occuparsene era veramente pionieristico. Poi l’intuizione da un libro sul fantasy football americano. Ma prima di diventare a tutti gli effetti un gioco compiuto ci è voluto tempo.Quello che poteva sembrare solo un passatempo per grandi appassionati di calcio è diventato qualcosa di più: un rito annuale che si consuma in tutta Italia coinvolgendo più di sei milioni di giocatori. Bastano un budget immaginario di crediti e 23 giocatori da acquistare solitamente all’asta da schierare ogni fine settimana. I bonus (gol, assist) e i malus (gol subiti, cartellini, autoreti) insieme al voto della prestazione determinano un punteggio totale. Non vince sempre chi fa più punti. Si può anche pareggiare perché ci sono della fasce di punteggio che assegnano un certo numero di gol. Più complicato a spiegarlo che a giocarci, ma tutti (o quasi) lo conoscono da quasi 40 anni.Courtesy of Riccardo Albini
Il Fantacalcio è nato in Italia ma non tutti se lo ricordano. Intervista all'inventore Riccardo Albini: “Dopo questo ho portato qui per primo anche il sudoku”
A quasi 40 anni dalla sua creazione, il fantasy game dedicato al calcio creato dal giornalista italiano continua ad appassionare gli amanti del Campionato di Serie A. Lo giocano più di 6 milioni di italiani







