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Una lettera anarchica è arrivata ieri nella redazione de Il Tempo con minacce di morte indirizzate all’editore Giampaolo Angelucci, al vicepresidente Andrea Pasini, al direttore Tommaso Cerno e al direttore editoriale di Libero Daniele Capezzone. «Servi del potere morirete», è solo una delle minacce che si leggono nella missiva. La firma è la classica «A» cerchiata degli anarchici. È subito partita la denuncia ai carabinieri che hanno già provveduto a fare i rilievi del caso. Minacce che arrivano dopo le numerose inchieste di questo giornale che vanno dal caso Cospito, alla denuncia delle occupazioni abusive fino alla difesa delle forze ordine (come nel caso Ramy) e alle connessioni tra il mondo ProPal, spesso contiguo ai sostenitori di Hamas, e certa politica di sinistra. Tra le varie insinuazioni veniamo definiti «difensori degli sbirri», un chiaro riferimento alle posizioni de Il Tempo in difesa della legalità.

"Non mollate mai". Istituto Friedman difende Il Tempo: baluardo di libertà

La galassia anarchica si è spesso schierata al fianco dei ProPal, partecipando più volte alle manifestazioni di piazza sfociate in scontri aperti contro polizia e carabinieri. Da ultimo, poco gradita deve essere stata proprio la nostra inchiesta sui rapporti opachi tra una certa parte politica e personaggi ritenuti vicino ad Hamas per cui anche politici dei 5 Stelle e volti dem hanno annunciato querela, tra cui l’ex grillino Alessandro Di Battista, la pentastellata Stefania Ascari e l’europarlamentare Gaetano Pedullà. E proprio per questo arriva la solidarietà al nostro giornale per le minacce e querele ricevute: «Solidarietà a Il Tempo, al suo direttore Cerno ed alla giornalista per le minacce subite a causa della coraggiosa inchiesta portata avanti. Le minacce di querela provano che per taluni la libertà di stampa vale solo a fasi alterne. E mentre noi di Fratelli d’Italia continuiamo a chiedere a Conte cosa pensa delle iniziative dei suoi deputati, senza ricevere risposte, loro cercano di mettere il bavaglio alla stampa libera e indipendente», scrive la deputata di FdI Sara Kelany.