di
Davide Frattini
Israele avanza nella Striscia. 21 Paesi (Italia inclusa) contro la nuova colonia in Cisgiordania
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - I generali della Divisione Sud gli mostrano le mappe con i piani per l’occupazione della città di Gaza e il premier Benjamin Netanyahu li giudica «solidi». L’operazione Carri di Gedeone 2 è già in moto, le truppe si muovono alla periferia della metropoli in macerie, dov’è ammassato oltre un milione di palestinesi. I messaggi in arabo ordinano ai civili di andarsene, per molti è l’ennesimo trasferimento forzato, questa volta devono ammucchiarsi con gli altri rifugiati interni nei campi di tende improvvisate sulla costa e verso il confine con l’Egitto.
Il primo ministro israeliano mantiene l’ambiguità sulla proposta di tregua mediata dagli egiziani e dal Qatar, che ricalca il piano presentato dagli americani in primavera, e ribadisce la sua linea: «Proseguire la guerra serve a liberare gli ostaggi». Allo stesso tempo aggiunge: «Ho dato ordine di aprire negoziati immediati per arrivare al rilascio di tutti i sequestrati e porre termine al conflitto a condizioni accettabili per Israele».








