L'attivazione della proteina Sting, un sensore del sistema immunitario, è un requisito genetico e biochimico per l'innesco della morte cellulare programmata, il meccanismo che induce le cellule ad auto-distruggersi e che è anche alla base di una malattia genetica che colpisce i bambini, chiamata Savi A dimostrarlo per la prima volta è lo studio congiunto dell'Università di Colonia e dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, pubblicato sulla rivista Nature.
Il risultato apre nuove strade nella ricerca di terapie innovative contro le malattie autoinfiammatorie, come la Savi (vasculopatia associata a Sting con esordio infantile).
Il team guidato da Gianmaria Liccardi, junior group leader presso l'Istituto di Biochimica I e affiliato al Centre for Molecular Medicine Cologne e al Cecad Cluster of Excellence for Aging Research, ha scoperto che Sting - una sorta di sensore del sistema immunitario che rileva la presenza di infezioni o danni cellulari - attiva un'altra proteina (Zbp1) responsabile di un particolare tipo di morte cellulare programmata noto come necroptosi. Una scoperta che collega la morte cellulare programmata all'origine di gravi malattie infiammatorie.
I ricercatori hanno trovato, nelle cause della Savi, prove evidenti di un'attivazione anomala della morte cellulare programmata. Il blocco di questo processo in modelli animali ha alleviato i sintomi, ridotto la gravità della malattia ed esteso significativamente la sopravvivenza.






