Milano, 21 ago. (askanews) – La flessione globale del mercato del vino e le ripercussioni scatenate dai dazi statunitensi rischiano di avere un forte impatto sulla preservazione della biodiversità viticola italiana e della stessa viticoltura nelle aree più fragili dell’Italia, come quelle collinari e montane. A lanciare un nuovo allarme è il presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, Gianluca Carraro.
“Fino a oggi nel dibatto che si è sviluppato sulle difficoltà del mercato del vino e sulle ricadute dei dazi Usa, quasi nessuno si è soffermato sulle ripercussioni che potrebbero gravare sui viticoltori, anello debole della filiera, soprattutto laddove la viticoltura, per la particolare conformazione dei suoli, non abbia alcuna possibilità di abbattere i costi tramite la meccanizzazione” spiega Carraro, aggiungendo che “in molte di queste aree, un contraccolpo sulle vendite, che spingesse al ribasso i prezzi delle uve, facendoli cadere non solo al di sotto della soglia sussistenza economica, ma addirittura dei puri costi di gestione e di mantenimento delle coltivazioni, determinerebbe il rischio di un definitivo abbandono dei vigneti, con gravissimo danno ambientale in termini di perdita di biodiversità viticola e di manutenzione dei territori”.








