Il gigante di Tokyo di telefonia fissa e internet a banda larga SoftBank Group punta due miliardi di dollari nel produttore di chip per computer Intel, rafforzando così il proprio coinvolgimento nella produzione di semiconduttori e in altre tecnologie avanzate negli Stati Uniti. Dopo l’annuncio, due giorni fa, le azioni di entrambe le società hanno subito un calo, in contemporanea all’ipotesi di un ingresso dell’amministrazione di Donald Trump nel capitale. SoftBank mette piede in società che abbiano un potenziale ritorno a lungo termine, per questo ha accresciuto gli investimenti negli Stati Uniti da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. A febbraio, il suo presidente Masayoshi Son si è unito al tycoon, Sam Altman di OpenAI e Larry Ellison di Oracle nell’annunciare un importante investimento fino a 500 miliardi di dollari in un progetto per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale chiamato Stargate.

Il gigante giapponese intende acquistare 2 miliardi di dollari di azioni ordinarie Intel, pagando 23 dollari per azione, ieri il titolo ha ripiegato a 21,2 dollari. «I semiconduttori sono alla base di ogni settore», ha dichiarato Son in un comunicato. «Questo investimento strategico riflette la nostra convinzione che la produzione e la fornitura di semiconduttori avanzati continueranno ad espandersi negli Stati Uniti, con Intel che svolgerà un ruolo fondamentale».Intel prevede di chiudere l’anno con 75.000 dipendenti “core” esclusi i dipendenti delle controllate, attraverso licenziamenti e dimissioni, in calo rispetto ai 99.500 dipendenti core alla fine del 2024. L’azienda aveva già annunciato una riduzione del personale del 15%. Trump ha recentemente affermato che Tan, nominato amministratore delegato a marzo, dovrebbe dimettersi, ma dopo averlo incontrato la scorsa settimana ha dichiarato che ha una «storia incredibile».Intel aveva manifestato il progetto di trasformare il sito in Ohio nel più grande impianto di produzione di chip al mondo, ma il progetto ha subito numerosi ritardi. A inizio anno, la società ha posposto l’espansione al prossimo decennio e, a luglio, ha comunicato ulteriori rallentamenti a causa di problemi finanziari.La capitalizzazione di mercato dell’azienda si è più che dimezzata dal 2020, scendendo a circa 104 miliardi di dollari.Il gruppo, rammenta Cnbc, ha già ricevuto 7,9 miliardi di dollari dal dipartimento del Commercio attraverso il CHIPS and Science Act, firmato dall’ex presidente Joe Biden nel 2022, oltre a 3 miliardi destinati al programma del Pentagono Secure Enclave. La nuova operazione, secondo Bloomberg, potrebbe includere ulteriori incentivi o garanzie di acquisto da parte dello Stato.Viene invece ricordato che, recentemente, l’amministrazione ha annunciato dazi del 100% sulle importazioni di semiconduttori, con un’eccezione significativa per le aziende che investono in progetti produttivi sul suolo americano, tra cui proprio Intel, che ha dichiarato investimenti per 100 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. La possibilità di un accordo arriva dopo un post di Trump, in cui chiedeva le dimissioni del Ceo Lip-Bu Tan, definendolo “altamente in conflitto”.