L'amministrazione Trump, dopo l’incontro tra il presidente Usa e il Ceo di Intel, sta valutando di rilevare una quota del colosso dei chip americano rimasto indietro nella corsa all'intelligenza artificiale. Lo riporta Bloomberg citando alcune fonti, e spiegando che il governo federale sta pensando di utilizzare i fondi dello Us Chips Act, pensato proprio per sostenere un settore diventato sempre più strategico.
L'idea sarebbe stata ventilata nel corso dell'incontro fra Trump e l'amministratore delegato di Intel Lip-Bu Tan e viene resa nota proprio mentre il presidente Usa salendo sull’Air Force One diretto in Alaska per i colloqui con Putin ha annunciato che nelle prossime due settimane verranno annunciati nuovi dazi sui chip.
I dettagli sono in via di definizione e l'ipotesi è quella che il governo paghi per una quota. L'accordo contribuirebbe a rafforzare il polo produttivo di Intel in Ohio. L'azienda aveva promesso in passato di trasformare questo sito nel più grande impianto di produzione di chip al mondo, progetto a lungo rimandato. L'entità della potenziale partecipazione non è ancora chiara.
Secondo Bloomberg, il governo federale potrebbe rilevare una partecipazione di Intel Corp. utilizzando i fondi del Chips Act, diventato legge nel 2022. Non è ancora chiaro però se l'approccio comporterebbe la conversione di una parte – o della totalità – delle sovvenzioni esistenti di Intel nell'ambito del Chips Act in azioni, l'assegnazione di nuovi fondi o la combinazione dei fondi del Chips Act con altri flussi di finanziamento.















