Il governo degli Stati Uniti acquisirà una quota del 10% di Intel in base a un accordo con il produttore di chip in difficoltà. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «Hanno accettato e penso che sia una grande cosa per loro», ha detto Trump che nelle scorse settimana aveva attaccato l'amministratore delegato di Intel Lip-Bu Tan per i suoi legami con la Cina. Un tempo leader indiscusso nel settore dei semiconduttori, Intel da anni sta perdendo terreno. Indietro nei chip per l'Ia, Intel è sotto pressione anche nei suoi mercati tradizionali, processori per pc e chip per data center. L’obiettivo della Casa Bianca con l’ingresso nel capitale è rafforzarne la competitività globale della società.

Intanto il colosso californiano Nvidia, leader nel mercato dell'Intelligenza artificiale, ha chiesto all'amministrazione Trump l'autorizzazione a vendere a Pechino un nuovo chip, più performante rispetto al processore H20, che la Cina non vuole più dopo che il segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, lo ha definito obsoleto.

Il ceo del gigante dei semiconduttori, Jensen Huang, ha dichiarato ieri, durante una visita a Taiwan, dove si trova il principale partner produttivo di Nvidia, Taiwan Semiconductor Manufacturing Corp., che l'azienda sta lavorando a un nuovo chip per computer e che sta discutendo con la Casa Bianca della possibilità di venderlo alle società hi-tech del Paese asiatico. Il chip B30A, successore di H20, stando a indiscrezioni funzionerebbe a circa la metà della velocità dei principali chip B300 di Nvidia. Questi ultimi, a causa delle restrizioni per la sicurezza nazionale imposte da Washington, non possono essere ceduti alle aziende di Pechino. Intanto è stata messa in pausa la produzione dei chip H20, quelli che Nvidia aveva progettato apposta per il mercato cinese e la cui vendita a Pechino era stata autorizzata recentemente dall'amministrazione Trump, in cambio di una tassa del 15%, mossa che aveva segnato un netto cambio di rotta nella politica commerciale Usa.