La Cina può fare a meno della tecnologia Usa per crescere nell’intelligenza artificiale? Se lo chiedono con insistenza non solo gli investitori ma anche i manager di Nvidia e AMD, due giganti dei chip che hanno dovuto accettare di versare all’amministrazione Trump il 15% delle vendite dei loro chip IA destinati alla Cina, in cambio delle licenze di esportazione. Notizia di pochi giorni fa il Dipartimento del Commercio ha iniziato a concedere le licenze per esportare il chip H20 di Nvidia verso la Cina, seguito a ruota dal chip MI308 di AMD. Quello che si va configurando più che un dazio appare un pedaggio, anzi, come qualcuno ha sottolineato, una tangente. Da qui il malcontento dei vertici di Nvidia e AMD.

Non l’ha presa bene neanche la Cina, che ha reagito chiedendo alle aziende tecnologiche, tra cui Alibaba e ByteDance, di giustificare i loro ordini di chip di intelligenza artificiale H20 di Nvidia. L’obiettivo orami chiaro è quello di spingere le Big tech rosse verso tecnologie domestiche. Ma la domanda resta: ci sono alternative nazionali ai chip Usa?

Sulla carta sì, ma il divario è ancora grande. Secondo gli stessi ricercatori cinesi, come riporta uno studio pubblicato sulla piattaforma scientifica Arxiv, ci sarebbe da colmare un ritardo di cinque-dieci anni. Ricordiamo che l’H20, unico chip che gli Usa autorizzano da quando Joe Biden decise il blocco nel 2022, non è un chip di fascia alta e non è in grado di addestrare rapidamente modelli linguistici di grandi dimensioni, come quelli che alimentano i sistemi di Ai generativa più avanzati. Servono solo chip più sofisticati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale? La risposta non è semplice. DeepSeek, il chatbot che ha fatto tremare Wall Street e ChatGPT dimostrando che la Cina era in grado di produrre intelligenza artificiale di qualità uguale se non superiore a quella Usa, ha utilizzato hardware meno performante rispetto agli standard dell’industria. In particolare, è stato menzionato l’uso di chip Nvidia H800, una versione dell’H100 progettata per il mercato cinese che ha alcune limitazioni di velocità. Quindi l’uso dei chip a stelle e strisce non sembrerebbe una conditio sine qua non. Tuttavia, se si vogliono costruire modelli di AI di frontiera, serve tanta, tantissima potenza di calcolo e quindi GPU all’avanguardia. Che la Cina non possiede. Per ora.