A Gaza l’occidente ha scelto la complicità con lo Stato d’Israele responsabile del genocidio contro il popolo palestinese. Hanno deciso di stare dalla parte del più forte, dell’oppressore. Senza pietà.
In Ucraina, dove la questione dei rapporti di forza è decisamente più complessa e dove si combatte una guerra (in Palestina c’è uno stato divenuto terrorista e un popolo stremato che fa la resistenza), ogni volta che sembra aprirsi uno spiraglio di pace entrano in atto i sabotatori, che sono tanti, ma quelli più accaniti – con tanto di elmetto in testa – sono sempre i governanti dell’Europa occidentale, dell’Unione europea delle armi e della guerra.
Hanno scelto l’economia di guerra per affrontare la crisi globale del capitalismo e consolidare le loro deboli leadership, annichilire la democrazia, con tanto di goduria per trafficanti di armi, speculatori seriali, multinazionali affaristiche e mafie.
Quando si parla di guerra e di pace bisogna scegliere in modo netto da che parte stare, ma in maniera credibile, non in chiacchiere. Io sono contro le guerre da sempre e chiunque prova a fermare una guerra, con giustizia ovviamente, deve avere per quanto mi riguarda un leale sostegno. Non mi interessa se chi ci prova è di destra o di sinistra, se è progressista o conservatore, chi prova a perseguire una pace giusta va incoraggiato.






