Nella notte tra mercoledì e giovedì, l’esercito israeliano ha dato il via alla prima fase dell’invasione terrestre di Gaza City, la città più grande e popolosa della Striscia di Gaza. “Stiamo portando avanti gli sforzi per l’azione a Gaza City. Abbiamo già forze operative alla periferia della città, e altre forze si uniranno a loro in seguito”, ha annunciato in mattinata Eyal Zamir, capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane (Idf). “Le nostre missioni rimangono il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas; non ci fermeremo e non ci fermeremo finché non le avremo completate. Portare a termine queste missioni è essenziale per il nostro futuro e per i nostri valori come società”, ha affermato Zamir. L’ufficiale sottolinea che Israele ha già inferto all’organizzazione palestinese: un “duro colpo”: “Da esercito terroristico che abbiamo incontrato il 7 ottobre, è diventato un’organizzazione di guerriglia. Continueremo a colpire Hamas ovunque, a perseguitarlo finché sarà necessario e ovunque sarà necessario”, promette.

L’appello all’evacuazione – I residenti sono già in fuga da Gaza city, mentre a centinaia si stanno spostando dai sobborghi di Zeitoun e Sabra verso la parte nordoccidentale della città. L’esercito ha dichiarato di aver avvisato “i funzionari medici e le organizzazioni internazionali nella Striscia di Gaza settentrionale… di prepararsi per l’evacuazione della popolazione” verso la zona meridionale dell’enclave. L’appello all’evacuazione è stato respinto dal ministero della Salute dell’enclave, che ha espresso “il suo rifiuto di qualsiasi iniziativa che possa minare ciò che resta del sistema sanitario dopo la distruzione sistematica perpetrata dalle autorità di occupazione. Un simile provvedimento priverebbe più di un milione di persone del diritto alle cure mediche ed esporrebbe la vita di residenti, pazienti e feriti a un pericolo imminente”, si legge in una nota.