All’ombra delle Apuane tra Toscana e Liguria nell’Alta Lunigiana Podenzana, che si estende da ambo le sponde del fiume Magra, è nota per tre cose: il canovaccio storico non concentrato bensì diffuso in più frazioni, il poderoso castello del IX secolo che venne palleggiato tra i Malaspina, il vescovo di Luni e i genovesi e il Panigaccio, tipico prodotto da forno. Ma l’antica Potentina, che si sviluppa lungo la strada provinciale fino ad arrivare al Santuario della Madonna della Neve in località Gaccio, è propizia per visitare lungo la via Francigena anche Aulla, ancora negli anni Trenta del secolo sorso famosa per tessitura della iuta ma salita alla ribalta purtroppo nel 2000 per il crollo del vicino ponte sul Magra tra Caprigliola e Albiano che solo grazie al confinamento non si è trasformato in una strage e Brunella con l’imponente fortezza rinascimentale. E sì che nel 1904 fu un gioello ingegneristico, progettato da Attilio Muggia e realizzato dall’ingegnere Nino Ferrari utlizzando il metodo Hennebique in cemento rinforzato, che mise in comunicazione la Lunigiana con La Spezia e la Liguria.
Oggi è meta di turisti golosi che deliziano il palato a “La Gavarina d’oro” con panigacci (con o senza glutine, secchi, bolliti…), ravioli di cipolla o di ricotta o di carne, rosticciane e chiodi (impasto di salsiccia cotto nei testi). E’ un carrefour paesaggistico, gastronomico e artistico tra due regioni limitrofe ma assai diverse e che a lungo è rimasto turisticamente nell’ombra e all’ombra delle Apuane. Borgo di confine.






