PONTELONGO (PADOVA) - «Amore mio non avresti voluto che lo scrivessi pubblicamente, ma non riesco a fare a meno di gridare al mondo che grande persona sei e che stanotte ho perso il mio tesoro più grande, ineguagliabile e impareggiabile. La mia ancora, colei che mi ha reso l’uomo che sono. Grazie dei nostri vent’anni passati assieme, non dimenticherò mai un solo giorno della nostra vita, volati senza accorgermene. Chiamandoci con il nostro nomignolo storpiato in tutte le salse “Mami”, ti amerò per sempre e non ti dimenticherò mai». Sono le struggenti parole di Luca Destro, compagno di Giorgia Ranzato, deceduta nelle prime ore di martedì a soli 37 anni, dopo una lunga malattia affrontata con dignità e grande voglia di vivere.
A raccontare la storia di Giorgia è l’amata zia Delia, sorella della mamma Sandra, distrutta dal dolore per la scomparsa della figlia. «Giorgia, che è nata ed è vissuta sempre a Pontelongo fino a pochi mesi fa, aveva fatto alcuni esami di routine nell’autunno del 2020, dai quali era emersa la necessità di alcuni approfondimenti che avevano portato poi alla necessità di un intervento chirurgico, durante il quale i sanitari avevano compreso che la situazione era ben più complessa di quello che si pensava. Sono stati già quelli mesi difficili, anche perché in ospedale c’erano tante limitazioni legate al Covid».







