C’è un sorprendente grafico su X, pubblicato il 18 agosto da Branko Milanovic, uno dei maggiori studiosi di disuguaglianze, molto autorevole. Stimola qualche domanda. Confronta Stati Uniti e Cina per stabilire com’è la distribuzione dei redditi all’interno dei due Paesi. Per farlo, utilizza il tradizionale Coefficiente di Gini, il quale va da zero, dove tutta la popolazione ha lo stesso identico reddito, a uno dove l’intero reddito è accaparrato da un solo individuo. Si può supporre che la grande potenza comunista abbia un coefficiente basso e la grande potenza capitalista uno ben più alto.
Milanovic prende in considerazione il reddito spendibile delle famiglie dopo le tasse. Nel 1985, il Coefficiente di Gini era 0,31 per la Cina e poco più di 0,37 per gli Stati Uniti. Già nel 2000, però, i cinesi erano a 0,41 e gli americani a 0,40: sorpasso in disuguaglianza. L’ultimo dato del grafico, al 2023, dice Cina a 0,47 e America a un po’ meno di 0,42. Un grafico non fa la storia, naturalmente. Ci sono tanti indicatori che possono essere presi in considerazione e ognuno può cambiare la lettura del livello di disuguaglianza. Se si guarda la ricchezza netta e non più il reddito, per esempio, il Gini dice 0,70 in Cina (dove i dati sono un po’ incerti) e 0,87 negli Stati Uniti. Il grafico di Milanovic, però, solleva qualche interrogativo.






