Inquadratura uno, in diretta da Washington: il volto di Volodymyr Zelensky si distende un poco, evidentemente rasserenato. Inquadratura due, da uno studio televisivo italiano a caso: istantaneamente, invece, il volto del piddino si contrae.
L’ucraino- di là- sorride e si dichiara soddisfatto. E subito - di qua - il piddino fa la faccia lunga e attapirata. Per “piddino” (sineddoche, “una parte per il tutto”) si intende il progressista medio, l’appartenente tipico alla sinistra politica e a quella mediatica, a cui l’altra sera, vedendo le immagini da Washington, stava venendo il proverbiale coccolone, un malore acuto e violentissimo.
Per carità, da queste parti - qui a Libero - non smetteremo di ripeterlo fino alla noia. Purtroppo, non è affatto detto che la trattativa arrivi in porto, e le incognite sul tavolo restano ancora numerose e rilevantissime: nessuno conosce la reale volontà di Vladimir Putin, nessuno sa cosa accadrà quando verrà davvero affrontato lo spinosissimo capitolo delle concessioni territoriali, e quindi tra persone serie - occorre rimanere prudenti e cautissimi. Tutto può ancora finire male.
MELONI, CRISI ISTERICA DELLA SINISTRA PER IL FUORIONDA A WASHINGTON
"Il leader di un Paese democratico non ha paura della stampa e sa che è suo dovere interloquire con tutti i ...















