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18 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 22:56
Insieme a Donald Trump è il protagonista dei colloqui a Washington per la pace in Ucraina, ma sulla faccia di Volodymyr Zelensky, nel corso della mezz’ora di conferenza stampa nello Studio Ovale, non compare l’ottimismo che ci si potrebbe aspettare. Sguardo basso, occhiate al cielo, sospironi, con la tenuta total black che contribuisce a sottolinearne la cupezza. Il presidente americano si lancia nel suo solito show nel quale passa dai ringraziamenti a Putin all’annuncio di un cessate il fuoco che non si farà, dall’ironia sulle elezioni ucraine in stand-by agli attacchi a Joe Biden per la gestione del dossier ucraino. Ma questa volta a cambiare è l’atteggiamento del leader di Kiev, visibilmente infastidito dallo spettacolo messo in piedi dall’omologo Usa ma troppo impegnato a ingoiare rospi per evitare che questo nuovo summit finisse in rissa come quello del marzo scorso.
Per fargli capire che l’atteggiamento sarebbe dovuto essere diverso, Trump aveva inviato all’omologo un messaggio già prima del vertice: “Sarebbe bello se indossasse un abito” è quanto filtrato in mattinata dalla Casa Bianca. Richiesta esaudita, ma la scelta dei colori è indicativa dell’umore del capo dello Stato ucraino: pantaloni, giacca e camicia neri. Forse aveva previsto ciò che sarebbe successo di lì a poco perché la conferenza stampa è presto diventata un monologo di Trump che ha spaziato dalla guerra alla sicurezza a Washington, fino alle “elezioni truccate” dal voto per corrispondenza. Con diverse frasi che non saranno piaciute affatto all’omologo ucraino, impegnato a ringraziare puntualmente il tycoon ogni volta (poche) che ha potuto prendere la parola e soprattutto a nascondere la propria insofferenza.













