“Lasciamo” che Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky si incontrino per primi: sono loro che devono prendere le decisioni. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, criticando Barack Obama per aver ceduto sulla Crimea.

“È possibile che” Vladimir Putin “non voglia raggiungere un accordo. Scopriremo di più su Putin nelle prossime due settimane”. “Con Putin abbiamo un buon rapporto, ma questo conta solo se troviamo una soluzione, altrimenti non m’interessa del buon rapporto”, ha detto ancora Trump. “Spero Putin faccia il bravo, altrimenti la situazione sarà dura - ha aggiunto il presidente americano - e spero Zelensky faccia quello che deve fare, mostrando un po’ di flessibilità”. Ora - per Trump - il primo obiettivo è “far incontrare Zelensky e Putin”, che “non sono esattamente stati migliori amici finora”, ma che “vanno d’accordo un po’ di più” di quanto pensasse.

I leader europei a Washington hanno dato prova di unità ed evitato un “cedimento a Putin ma la road map per la pace resta vaga”. Lo afferma il New York Times in un’analisi sugli incontri in Alaska prima e alla Casa Bianca. “In entrambi i casi non è stata presa alcuna decisione. Nulla è cambiato”, ha detto Gerard Araud, l’ambasciatore francese negli Stati Uniti durante il primo mandato di Trump. “Zelensky e i sette leader europei sono corsi a Washington per un motivo: non credono nell’impegno di Trump a un’Ucraina libera e indipendente ”, ha osservato Nicholas Burns, ex ambasciatore americano alla Nato e in Cina. Proprio il futuro dell’alleanza transatlantica, avvertono diplomatici ed analisti, resta in bilico visto che Trump potrebbe cambiare tono in un attimo. “Sebbene Trump si sia dimostrato efficace nel convincere gli alleati della Nato a impegnarsi in uno storico aumento della spesa per la difesa, non è riuscito - ha messo in evidenza Burns - a far fronte alla più grande minaccia al futuro dell’alleanza: un Vladimir Putin vendicativo e violento”.