Ghost pitùr, lei si dichiara antifascista? «Effettivamente ordine, decoro, pulizia, sembrano parole un po' fasciste. Io però ne faccio un discorso di rispetto: amare la propria città significa tutelarla dalle deturpazioni e dai vandalismi. E cancello di tutto: dai messaggi politico-sociali alle frasette d’amore».

Il nome e il cognome non li vuole rendere noti, nonostante i suoi video sui profili social contino già milioni di visualizzazioni. Di certo c’è che “ghost pitùr” di giorno fa l’imbianchino; di notte, invece, su la maschera (o meglio, il cappuccio della felpa con cui appare nei video) e giù in strada, per le vie del centro storico di Brescia, dove il pittore fantasma è nato e dove vive e opera. Con un obiettivo: applicare uno strato di pittura in più ai muri delle proprietà e dei palazzi storici della città, per rimuovere scritte e disegni abusivi che vi si sono accumulati nel tempo e riportarli al loro aspetto originario.