Quattromila graffiti l’anno e almeno dieci nuovi a settimana. È questo il conto presentato del gruppo No Tag di Porto- Saragozza, impegnato almeno due volte a settimana nella ripulitura di una fetta di quartiere dagli scarabocchi sui muri. E che fa apparire l’episodio delle scritte sessiste sul colle di San Luca, purtroppo, un caso per niente isolato.

«Notiamo spesso frasi volgari, anche al limite della denuncia», spiega amareggiato Pier Paolo Galiani, referente di zona. Che alla vicenda ha dedicato anche un libro e che si occupa delle uscite presso via Saragozza, via Aldini, via Malpertuso, via Collegio di Spagna e ancora in via Sant’Isaia e via Andrea Costa.

Con altre otto persone, sia in pensione che non, il gruppo dedica sia il sabato che il martedì all’opera gratuita di rigenerazione urbana, grazie ad un patto di collaborazione con il quartiere, che finanzia quasi completamenti i materiali occorrenti per la pulizia e che ha fissato degli standard operativi per garantire un lavoro corretto e non compromettente per i portici.

«Su muri e colonne c’è di tutto, i nemici dei muri hanno vari profili. Ci sono i poeti dell’amore dichiarato e rifiutato, gli aizzatori politici. Poi ci sono disegnini che sembrano fatti dai bambini, come i numeri di professionisti o artigiani che, inspiegabilmente, pare abbiano lasciato il loro contatto lì – dice Galiani – e poi le scritte volgari sì, di cui purtroppo siamo a conoscenza da tanto tempo».