Con i nuovi Lea la mappatura dei nei non è sparita ma è parte integrante della visita dermatologica.

A spiegarlo è Giovanni Pellacani, presidente SIDeMaST (la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), in risposta al dibattito sollevato negli scorsi giorni a partire dalla Regione Veneto. "Nessun arretramento della prevenzione" precisa.

"Negli ultimi giorni la stampa ha riportato notizie riguardanti l'esclusione della cosiddetta 'mappatura dei nevi' dai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Va innanzitutto precisato che la prestazione di mappatura dei nevi non è mai esistita formalmente nei Lea come voce autonoma ma è sempre stata ricompresa nella visita dermatologica, durante la quale lo specialista può avvalersi di strumenti di primo livello, come la dermatoscopia manuale.

Tecniche più sofisticate, quali la videodermatoscopia digitale e la mappatura fotografica seriale, vanno considerate indagini di secondo livello, da effettuarsi solo se ritenute appropriate dal dermatologo, sulla base del quadro clinico del singolo paziente e della reale utilità diagnostica. In questo senso, l'aggiornamento dei Lea non comporta una riduzione della tutela dei pazienti, bensì un chiarimento organizzativo".