Alla sinistra non va bene nulla, la pistola, il manganello, ora pure il Taser... A volte i dirigenti dell’opposizione sembrano predicare un mondo dove le forze dell’ordine debbano combattere contro i delinquenti a mani nude. La critica come bandiera, ormai. In un’Italia dove c’è un’opposizione sempre sulle barricate (parolaie, per fortuna) non si riesce ad individuare gli uomini e le donne impegnati sul fronte della sicurezza come patrimonio comune. È vero, sono accaduti due fatti con altrettante vittime, ma questo è sufficiente per mettere in discussione uno strumento resosi più volte decisivo per mettere i malviventi in condizioni di non nuocere?

Se accade un imprevisto fatale, bisogna cancellare tutto? Per quanto accaduto ad Olbia e a Genova sembra che si stia perdendo la testa. Episodi seri appena accaduti e già ci si avventura nelle scomuniche di chi opera sul campo. Invece dovrebbe prevalere la serietà nelle forze politiche, soprattutto perché ci saranno indagini approfondite, ma tutto questo non può significare che gli agenti non debbano avere i mezzi più adeguati per intervenire efficacemente. IlTaser nasce proprio con questa logica, e semmai per diminuire i rischi che si lamentavano un tempo: esso rappresenta un’alternativa non letale all’arma da fuoco, con l’obiettivo di ridurre i pericoli sia per i poliziotti che per i sospetti. In molti Paesi viene usato regolarmente e con protocolli precisi. Il problema, semmai, riguarda l’addestramento, la trasparenza e l’uso proporzionato. E a questo può servire l’inchiesta della magistratura, ma di qui a proibirne l’uso ce ne corre davvero. Gli incidenti mortali possono capitare anche a causa della guida di una Volante: che facciamo? Le aboliamo tutte se c’è chi viene investito in maniera fatale durante un inseguimento?