In primo piano, l’estate torinese tra spaccate in centro e gli episodi di microcriminalità nelle periferie. Sullo sfondo, le vittime del taser dei carabinieri a Genova e Olbia. Così, appena rientrato dalle vacanze, il sindaco Stefano Lo Russo è intervenuto categoricamente sull’ipotesi di dotare di taser i vigili torinesi: «Assolutamente no, non serve». Una porta chiusa all’idea, lanciata anche da Fratelli d’Italia in Corcoscrizione 4, di assegnare la strumentazione alla polizia locale torinese «per aumentare la sicurezza in città».

La Lega: “Non ne avremmo bisogno se la sinistra non avesse chiuso gli occhi per anni”

La dichiarazione del sindaco dem ha subito provocato le prime polemiche da parte del centrodestra. «Se la sinistra torinese non avesse per anni chiuso gli occhi di fronte all’aumento della criminalità, oggi non ne avremmo neppure bisogno», attacca il capogruppo della Lega a Palazzo Civico Fabrizio Ricca. «Invece viviamo in una Torino dove, ogni settimana, qualcuno viene ammazzato: Lo Russo poteva tranquillamente restare in ferie, nessuno si è accorto della sua assenza».

Fratelli d’Italia: “Il Pd preferisce l’ideologia alla sicurezza”

Una risposta velenosa a cui è seguita quella di Giovanni Crosetto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale ed Europarlamentare: «Mentre nelle strade di Torino si moltiplicano episodi di microcriminalità, aggressioni e violenze, il sindaco Lo Russo sceglie di lasciare la Polizia Municipale senza strumenti adeguati per difendere sé stessa e i cittadini – dichiara – questa sua posizione è l’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che preferisce l’ideologia alla sicurezza». Crosetto, nonostante le vicende di Olbia e Genova, aggiunge: «Il taser è uno strumento moderno, efficace e non letale».