Per i non addetti ai lavori è una “seconda pistola” nella fondina del personale delle forze dell’ordine in servizio. Stiamo parlando del taser, lo strumento che spara scariche elettriche bloccando soggetti pericolosi con l’obiettivo di evitare o bloccare situazioni di pericolo.

«Strumento a tutela» delle forze dell’ordine e anche dell’aggressore. L’utilizzo è stato oggetto di discussioni e contrapposizioni e ora, alla luce degli ultimi fatti, un morto a Olbia e uno a Genova in seguito all’utilizzo del taser e su cui si indaga, è al centro della discussione. Con il mondo politico ma anche l’opinione pubblica divisi tra favorevoli e contrari.

In quali Paesi è un uso

Il dispositivo da qualche anno viene adoperato anche in Italia ed è in uso alle forze dell’ordine. Nella maggior parte dei casi a utilizzarlo sono agenti di polizia, carabinieri del nucleo radiomobile o della Guardia di Finanza. E nei comuni con oltre 20mila abitanti. Oltre che nel nostro Paese, ad avere in dotazione il taser ci sono le forze dell’ordine degli Usa, del Regno Unito e della Francia.

C’è una procedura che precede l’utilizzo?