Un mezzo sicuro, decisamente meno impattante, meno mortifero di una pistola. Ma che, al tempo stesso, consente a chi indossa una divisa di essere in grado di difendersi dai malviventi. Sono stati sufficienti due episodi perché la sinistra tornasse a dare fiato alle trombe. E puntasse, nuovamente, il dito contro le forze dell’ordine. Gianpaolo Demartis, 57 anni, e Elton Bani, 41 anni, sono morti a distanza di due giorni, l’uno a Olbia, l’altro a Genova. I due uomini sono deceduti dopo essere stati colpiti dal taser per mano di uomini delle forze dell’ordine. E ora due procure, quella di Tempio Pausania e quella di Genova, hanno aperto due distinti fascicoli, nei confronti di quattro carabinieri, per fare luce sulla loro prematura scomparsa, con l’accusa di omicidio colposo, e disposto le rispettive autopsie. Bani, di origini albanesi, è morto a Manesseno, dove viveva, nell’entroterra di Genova. I carabinieri sono stati chiamati dai vicini dell’uomo, che avevano sentito urla e forti rumori provenire dall’appartamento. Sul posto sono arrivate due pattuglie che hanno trovato il 41enne in forte stato di agitazione. Demartis nella notte di sabato stava seminando il panico per strada, aggredendo i passanti a Olbia. Nonostante i numerosi inviti a calmarsi da parte dei militari, l’individuo avrebbe risposto aggredendo i carabinieri e colpendo uno di loro al volto.