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18 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:38

Due carabinieri sono indagati per la morte di Gianpaolo Demartis, il 57enne originario di Bultei (Sassari) deceduto sabato notte dopo essere stato fermato col taser a Olbia, dove aveva dato in escandescenze aggredendo i passanti per strada. Si tratta del capo pattuglia e del militare che è materialmente intervenuto con la pistola elettrica: l’ipotesi di reato è di omicidio colposo. L’iscrizione nel registro degli indagati, a quanto si apprende, è un atto dovuto dopo la decisione della Procura di Tempio Pausania di procedere all’autopsia sul corpo della vittima, che sarà effettuata giovedì. Dopo l’intervento con la scarica, Demartis è morto in ambulanza per arresto cardiaco: gli accertamenti puntano ad accertare le cause esatte del decesso – l’uomo, come confermato dai familiari, era cardiopatico – e a ricostruire nei dettagli la dinamica. A nemmeno 48 ore di distanza dal suo decesso, nel Genovese un’altra persona, un 41enne cittadino albanese, è morto dopo un intevrento con il taser.

“I miei assistiti sono profondamente dispiaciuti per quanto accaduto, ma hanno operato nel totale rispetto delle procedure e hanno svolto il loro lavoro in maniera proporzionata a tutela dell’incolumità della loro persona e dei cittadini”, dice all’Ansa la legale dei due carabinieri indagati, Maria Paola Marro. “L’uso del taser è stato fatto per evitare quello della pistola, in una situazione di escalation di violenza in cui il soggetto non rispondeva a nessun tipo di alt ed era incontenibile. Il capo scorta, ora indagato come atto dovuto, è stato aggredito e ferito al volto. Entrambi i militari hanno diversi anni di servizio alle spalle e sono esperti qualificati anche nell’uso del taser. In totale serenità attendiamo l’esito dell’esame autoptico che si svolgerà giovedì prossimo e che accerterà le cause della morte. Siamo sereni e fiduciosi del lavoro della Procura”, conclude.