Dopo la vicenda dei mancati rimborsi degli ausili per le persone con disabilità, scoppia un nuovo caso di rimpallo di responsabilità tra ministero della Salute e Regione Regione Veneto. Un altro elemento di tensione politica all’interno del centrodestra, diviso sull’individuazione del giusto candidato da presentare alle prossime regionali. Nei giorni scorsi, la sede veneta della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) ha denunciato il fatto che la mappatura dei nei, esame fondamentale per la prevenzione dei tumori della pelle, fosse stata cancellata dai Livelli essenziali di assistenza (Lea). E quindi non venisse più coperta dal Servizio sanitario regionale, rendendola disponibile di fatto solo a pagamento. La regione, pur confermando la notizia dell’eliminazione dell’esame dai Lea, ha smentito che si tratti di una sua scelta, bensì l’ha attribuita al ministero della Salute: “Con l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario nazionale dei Lea, da gennaio 2025 la cosiddetta mappatura sistematica dei nei non è più prevista come prestazione a carico del Ssn”, scrive Venezia in una nota. Ma gli uffici del ministero, contattati da ilfattoquotidiano.it, negano che tale esame non sia più garantito dalla sanità pubblica.