VENEZIA - Ultimo numero di 7, il magazine del Corriere della Sera: alle pagine 72 e 73 un publiredazionale a cura di Cairorcs Media, cioè pagine a pagamento, dal titolo: “L’assessore Gianpaolo Bottacin: «Da dieci anni Veneto più sicuro»”. È una intervista al titolare dell’Ambiente e della Protezione civile della Regione del Veneto con quattro foto dell’assessore: lui di spalle a un sopralluogo in un cantiere, davanti alla selva di microfoni nella sala della Protezione civile di Marghera e poi, come recita la didascalia, “operativo di giorno e di notte durante le emergenze”. Un servizio analogo era uscito la settimana prima su “Oggi”, titolo: “Sicurezza idraulica, l’esempio del Veneto”. Anche in quel caso un publiredazionale con tre foto dell’assessore. Costo dei due servizi commissionati a Cairorcs Media e pagati dalla Regione: 20.740 euro.
L’importo compare nel decreto 351 del 28 novembre 2024 del direttore della Direzione Ambiente: “Acquisizione, in attuazione della delibera di giunta 445 del 2 maggio 2024, di spazi di comunicazione sui principali quotidiani e periodici locali per diffondere contenuti di natura ambientali”. Il decreto, per una spesa totale di 77.470 euro, comprende anche Manzoni (6.710 euro), Nord Est Multimedia (15.494 euro), Piemme (4.880 euro), Danieli Editore (4.880 euro), Give Emotions (25.254 euro). Peccato che a Palazzo Balbi i colleghi di Bottacin non abbiano gradito. Perché - dicono - non sarebbe comunicazione istituzionale, ma personale. Perché Bottacin sarebbe l’unico a uscire con tanto di foto. E perché quel decreto non sarebbe mai arrivato al vaglio del Tavolo di coordinamento della comunicazione regionale, l’organismo che approva o boccia le uscite degli assessori su carta stampata e tv. Il refrain è: “Perché Bottacin può farsi pubblicità personale con i soldi della Regione?”.






