VENEZIA - Volano i corvi su Palazzo Ferro-Fini. Dopo l’inchiesta del Gazzettino che ha acceso un faro sul confine tra l’autopromozione e la comunicazione istituzionale pagata con soldi pubblici, dagli uffici della Regione Veneto escono spifferi su altre pratiche che qualcuno potrebbe considerare un po’ in bilico. Il caso stavolta riguarda la consigliera regionale leghista veronese Alessandra Sponda, 34 anni, che riveste anche il ruolo di segretaria dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale. C’è chi sostiene che la consigliera utilizzi una dipendente del Consiglio per gestire i propri profili Facebook e Instagram. Chi denuncia ha fatto tutte le verifiche del caso, proponendo passaggio dopo passaggio le pezze giustificative del caso. Per esempio, sembra che nelle impostazioni dell’inserzionista compaiano la mail e il numero di cellulare di questa funzionaria del consiglio regionale. Sempre chi segnala si è anche preso la briga di incrociare le date e gli orari dei post, evidenziando che si tratta di tutte giornate lavorative. Sarebbe stata infranta così la regola secondo la quale i funzionari, anche quelli addetti alle segreterie degli organi politici, dovrebbero occuparsi delle iniziative istituzionali e non delle attività politiche-propagandistiche. Bisogna quindi chiederne conto alla diretta interessata, la consigliera Sponda.