VENEZIA - C'è chi dice che martedì, quando si riunirà la giunta di Luca Zaia, l'assessore Gianpaolo Bottacin rassegnerà le deleghe. C'è chi aspetta di sentire cosa gli dirà, di fronte ai colleghi, lo stesso il governatore. E chi è curioso di vedere se e come saluterà la vicepresidente della Regione, visto che nella chat di giunta Elisa De Berti non gliene ha risparmiata una. Perché 'l'affaire Bottacin', con le interviste a pagamento su periodici nazionali senza neanche passare per il Tavolo di coordinamento sulla comunicazione regionale, è diventato un caso politico e di portata più vasta di una manciata di articoli.
L'opposizione, con la capogruppo del Pd Vanessa Camani, ha annunciato infatti che chiederà 'il resoconto dettagliato' di tutte le uscite promozionali non solo dell'assessorato all'Ambiente, ma di tutti gli assessorati, dalle campagne stampa alle sponsorizzazioni passando per le pubblicità, i publiredazionali, gli emolumenti per il ricorso a uffici stampa esterni fino agli allestimenti e ai catering per eventi. Ma se la minoranza, specie in tempi di campagna elettorale, giustamente incalza, il malessere si respira anche all'intero della Lega.
Raccontano che dopo essere stata chiamata in causa da Bottacin per «i costi di certe inaugurazioni per piste ciclabili con tanto di palco, altoparlanti, rinfreschi», la vicepresidente con delega ai Trasporti e alle Infrastrutture sia andata giù con la mannaia nella chat di giunta: un messaggio lunghissimo, articolato in oltre una decina di punti, con cui Elisa De Bertio ha ribattuto al collega all'Ambiente su tutti i temi. Pubblicamente si era limitata a dire che «neanche per l'anticamera del cervello mi è mai passata l'idea di stanziare soldi a bilancio per la promozione del proprio lavoro perché le notizie non si pagano», ma nella chat di giunta è stata ancora più schietta e dura.






