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17 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 7:55 del 17 Agosto
Dopo la fine della prima Repubblica, la riflessione meridionalista fu depotenziata, per poi riprendere quota con approcci che spaziarono dal semplice rivendicazionismo al più complesso tecnicismo accademico. Alcuni autori hanno fomentato con impeto l’autoassoluzione delle classi dirigenti locali meridionali. In generale, l’attitudine prevalente di questo pullulare di pubblicazioni è stata generalmente orientata al gioco di rimessa.
Ad esempio, alla legge sul federalismo fiscale, varata con l’avallo di fior di ministri meridionali, fecero da riscontro articoli, saggi e pamphlet di esperti – e non – sul tema. Non diverso il modus operandi del più recente dibattito sulle autonomie differenziate. Anche in questo caso, gli intellettuali del Sud (o pro-Sud) hanno dovuto giocare in difesa: una difesa spesso sgangherata e disomogenea; un dibattito fatto di mille distinguo, quasi sempre condannato all’irrilevanza sul piano elettorale; un grande impegno, sì, ma privo di forza propulsiva e della capacità di elaborare una riflessione autonoma in cui il Sud, come evocato da Franco Cassano, emergesse come soggetto di riflessione autonoma.






