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Ultimo aggiornamento: 7:52
E’ sempre più evidente che il Mezzogiorno sia uscito dai radar di questo Esecutivo che, provvedimento dopo provvedimento, sta violando ogni dispositivo legislativo posto a tutela dei meridionali. Sul banco degli imputati, ancora una volta, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, artefice di una politica governativa che ha messo nel mirino la cultura meridionale. Giusto per farvi capire la portata dei suoi provvedimenti ammazza-Sud, analizzo qui di seguito due atti adottati negli ultimi giorni.
Ebbene, il 7 novembre 2025 sul sito del Ministero è stato pubblicato il decreto ministeriale n.356, volto a finanziare le fondazioni lirico sinfoniche per l’anno 2025, una manicata di spiccioli per un settore importantissimo. Parliamo di importi del tutto esegui rispetto alle esigenze di attrattori culturali che coinvolgono centinaia di professionisti, e cioè di 399.498 euro per le fondazioni Teatro alla Scala di Milano e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e di 1.366.891,40 euro per tutte le altre eccellenze, come ad esempio l’Arena di Verona.
Più di tutto, però, fa riflettere il riparto sperequato dell’esigua dotazione, che vede ancora una volta il Mezzogiorno messo in un angolo. Infatti, solo il San Carlo di Napoli, il teatro Massimo di Palermo e la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari riescono a portare qualcosa a casa, rispettivamente 128.383, 136.211 e 80.221 euro, per un totale complessivo di appena 344.815 euro. Effettuando un rapido calcolo, il Sud è destinatario di appena il 19% dei 1.766.390 euro messi sul tavolo.






