Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 7:06

di Teresa Iarocci Mavica*

Qualche giorno fa, il nuovo Sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli ha rilasciato un’intervista per annunciare la firma del contratto e introdurre le linee guida della nuova gestione. Due frasi, nette e programmatiche, ne condensano lo spirito: “No alle sperimentazioni. Rafforzeremo la lirica classica”. Brevi, ma eloquenti: dicono molto del modello culturale a cui si ispira la nuova direzione e dell’idea di società che esso sottintende.

Poiché il teatro è sempre specchio del mondo che lo circonda, amministrarlo significa interrogarsi su come la comunità immagina sé stessa, su quali valori difende o contesta, su quale futuro intende costruire. In questo senso, la gestione di un teatro non è mai neutrale: riflette sempre una visione politica, culturale e antropologica. Le dichiarazioni del nuovo Sovrintendente, dunque, non fanno eccezione a mio avviso.