Pippo Baudo, uomo di spettacolo abituato alle luci dello studio televisivo, se ne è andato dopo essersi allontanato dai riflettori e nell'ombra di una vista che non c'era quasi più. A rivelare i dettagli del periodo che ha preceduto la morte del conduttore di Fantastico e Domenica In è Giorgio Assumma, avvocato e amico di una vita. "Pippo ha avuto un indebolimento neurologico alle gambe che lo ha condizionato molto. In più, vedeva poco e cercava di nascondermelo, mi individuava attraverso la provenienza della mia voce. Tutte le volte che andavo a trovarlo, uscivo con un senso di angoscia. Gli ultimi mesi li ha passati chiuso in casa, non è quasi mai uscito se non per andare al compleanno di Pingitore del Bagaglino, aveva difficoltà a incontrare la gente. Anche con me, che l’ho conosciuto da giovane, a 25 anni quando dalla Sicilia venne per il provino alla Rai (e mi disse se va male mi prenda a lavorare nel suo studio con lei), nell’ultimo periodo preferiva lunghe telefonate, gli raccontavo le barzellette e lo sentivo ridere", racconta in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera.
Pippo Baudo “colpito da un indebolimento neurologico”. Un successore? L'endorsement a De Martino
Pippo Baudo, uomo di spettacolo abituato alle luci dello studio televisivo, se ne è andato dopo essersi allontanato dai riflettori e nell&...












