È morto ieri sera a Roma Pippo Baudo, un pilastro della tv «nazional popolare» al pari di Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora, Raffaella Carrà, Maurizio Costanzo. La notizia, lanciata dall’agenzia Ansa, è stata confermata dall’avvocato Giorgio Assumma, amico storico del conduttore che ha chiuso gli occhi al Campus Biomedico, a Trigoria, dopo aver chiesto e ricevuto i sacramenti. Accanto a lui era Dina Minna, assistente preziosa e compagna di vita. Baudo è stato un padre fondatore della Rai, il Festival di Sanremo fatto persona: tra il 1968 e il 2008 lo aveva condotto per 13 edizioni, un record ineguagliato.

Nato a Militello Val di Catania, in Sicilia, il 7 giugno 1936, avvocato mancato (ma la laurea in Giurisprudenza l’aveva presa per compiacere il padre), se n’è andato a 89 anni dopo aver lasciato una traccia indelebile nella storia delle televisione e del costume del nostro Paese. Nella sua lunga carriera, che si è snodata quasi interamente nel segno della Rai, è stato conduttore, autore di trasmissioni, inventore di quiz, spettacoli teatrali e canzoni, direttore di teatri, scopritore di talenti, personaggio italiano tra i più popolari. E potenti: lo chiamavano Super Pippo. Il cancro che l’aveva colpito negli anni Settanta, quando presentava la sua prima Canzonissima (lo aveva rivelato negli anni scorsi proprio lui), ha finito per avere la meglio malgrado le cure sperimentali a cui il conduttore si era sottoposto. Negli ultimi tempi entrava e usciva dall’ospedale, alternando l’apprensione alla speranza.