A poche ore dall’ultimo saluto nella camera ardente, è l’avvocato Giorgio Assumma, amico di una vita di Pippo Baudo, a fare chiarezza sugli ultimi, difficili mesi del grande presentatore, smentendo le voci circolate dopo la sua scomparsa. “Niente di tutto questo”, ha dichiarato in una lunga intervista al Corriere della Sera, riferendosi alle ipotesi di una lunga malattia o di un incidente domestico. “Pippo ha avuto un indebolimento neurologico alle gambe che lo ha condizionato molto. In più, vedeva poco e cercava di nascondermelo, mi individuava attraverso la provenienza della mia voce”.
Il feretro di Pippo Baudo è arrivato al Teatro delle Vittorie: apre la camera ardente per l’ultimo saluto al ‘re’ della televisione
Questo declino fisico, spiega Assumma, lo aveva portato a un progressivo isolamento: “Gli ultimi mesi li ha passati chiuso in casa, non è quasi mai uscito se non per andare al compleanno di Pingitore del Bagaglino, aveva difficoltà a incontrare la gente”, ha raccontato. “Anche con me, che l’ho conosciuto da giovane a 25 anni, nell’ultimo periodo preferiva lunghe telefonate, gli raccontavo le barzellette e lo sentivo ridere”. Un’intimità che non nascondeva la difficoltà del momento: “Uscivo da casa sua con un senso di angoscia“.










